giovedì 23 marzo 2017

Sei romanzi perfetti. Liliana Rampello


Sei romanzi perfetti. Liliana Rampello
Il saggiatore. La mia copia. 

Simile a Jane Austen c'è solo Jane Austen. 
Come tutti gli scrittori eccezionali e irripetibili Jane Austen non ha ombre che la ricordino, fantasmi che le assomiglino o che aleggino nella letteratura che le è succeduta, non ci sono vaghi sentori della sua scrittura, non c'è il ricordo dei suoi dialoghi, ma dalla prima pubblicazione, nel 1811, di Ragione e sentimento, c'è proprio lei, che non se ne è mai andata e non è mai diventata una presenza, ma è rimasta se stessa, dritta sui suoi piedi, col vestito impero e i capelli raccolti. Jane Austen c'è sempre. 
Detto questo è evidente che seppure qualcuno la ignori a mio avviso il mondo non può farlo e io, dentro questo universo di libri, nemmeno lo sogno di scansare la sua opera, anzi di più, mai lo vorrei. 
Gli appassionati di Jane Austen hanno a loro disposizione sei romanzi, sei romanzi che non ho mai saputo aggettivare fino al mio incontro con un libro di Liliana Rampello intitolato Sei romanzi perfetti, ah ecco, mi sono detta, ecco qual è l'aggettivo per l'opera di Jane Austen.
Questo saggio è strutturato in cinque parti che insieme sviluppano la persona Jane Austen e l'utilizzo che faceva della sua scrittura, gli scopi che si prefiggeva, le caratteristiche della sua prosa, l'incredibile rapporto che riusciva a creare tra la storia particolare del libro e la storia universale dell'inizio dell'ottocento, della quale non raccontava nulla, ma lasciava percepire tutto. 
I tre capitoli centrali esaminano le opere, illustrando il personaggio femminile che Jane Austen costruisce attraverso l'analisi di Ragione e sentimento e Persuasione, si passa poi al ruolo dei dialoghi come momento d'azione in Orgoglio e pregiudizio e Mansfield Park, e al rapporto tra città e campagna partendo da Emma e L'abbazia di Northanger.
Il saggio di Liliana Rampello per me è stato decisivo, mi ha spiegato tutto quanto avevo letto dando corpo e voce alle sensazione che emergevano con la lettura di Jane Austen, è un testo che consiglio davvero a chi voglia approfondire il valore della nostra zia Jane.
In una delle prime pagine, forse proprio la prima, c'è un ricordo personale della Rampello che accosta Orgoglio e pregiudizio e Jane Eyre, ricordando che la letteratura ha offerto modelli femminili tanto significativi a tutte le giovani lettrici del mondo. 
Ed è stato così anche per me, ecco perché ho tanto sofferto quando ho dovuto litigare proprio con Charlotte Brontë, allorché ho scoperto che lei, la mia cara Charlotte, non apprezzava la mia cara Jane. Un colpo al cuore. È stata come una lite tra amiche dove una, la terza, io, doveva schierarsi, e ho dovuto dire "no Charlotte, qui ti sbagli, mi dispiace, ma la signorina Austen (come la chiami tu), non è tutta trine e merletti e conversazioni da salotto e mi stupisce che tu non ne afferri il valore", ma lei, Charlotte, era ostinatamente convinta di ciò che diceva, e ho dovuto lasciar perdere, così la nostra amicizia a tre non è più come prima, siamo diventate due coppie, ma io voglio bene a tutte e due allo stesso modo. 

Titolo: Sei romanzi perfetti
Autore: Liliana Rampello
Editore: Il Saggiatore
Anno copia in foto: 2014
Prezzo: 18,00 euro

lunedì 20 marzo 2017

Tony e Susan. Austin Wright

Tony e Susan. Austin Wright
Adelphi. La mia copia.
Mi è capitato di leggere Tony e Susan di Austin Wright quasi per caso, non è il genere di libro che avrei scelto da sola, copertina troppo ansiogena, bandella che anticipa una storia terrificante, lunga pila di libri ancora da affrontare, troppi per scegliere un romanzo che non convince da subito, ma sarebbe stato un gran peccato. Un romanzo di cui non sapevo nulla, nemmeno che ne fosse stato tratto un film Animali notturni, e certo non che quel film prendeva il titolo da quello del romanzo contenuto in Tony e Susan, perché è questo il primo dato del romanzo di Austin Wright: la presenza di un racconto nel racconto e da questa anima metaletteraria derivano i principali temi affrontati dall'opera. Susan è una donna matura, ha una famiglia e un passato, ed è da là che arriva Animali notturni, prima opera del suo ex marito, uomo che lei riteneva probabilmente non capace di realizzare il suo sogno di scrittura. Susan si tuffa in questa lettura, che si dimostra magnetica, e pian piano si trasforma in una porta verso la dimensione intima della lettrice, quella in cui indaga il proprio rapporto prima con i libri, poi col suo amore passato e con la sua vita attuale. Tony è il protagonista di Animali notturni, dunque il personaggio con cui Susan viene in contatto, quello che la stimolerà a guardare se stessa attraverso la storia narrata dall'ex marito. Wright articola con maestria due romanzi, uno dentro l'altro, il primo, l'esordio di un uomo che desiderava essere uno scrittore, è un romanzo avvincente, un thriller ben costruito nella prima parte e confuso nella seconda proprio come spesso si rivelano le narrazioni inesperte, il secondo, quello che fa da contenitore e che è il vero romanzo che noi leggiamo, è costruito con sapienza, proponendo passi di analisi psicologica del personaggio guida che è Susan, e parti al limite della saggistica sul rapporto tra libro e lettore, veicolate dalle riflessioni della protagonista. Wright scrive due romanzi, uno dentro l'altro, ognuno con un proprio stile e con obiettivi diversi, l'incubo labirintico in cui vive Tony che in una notte perde moglie e figlia inghiottite dall'autostrada americana e dai boschi, il secondo incardinato sulla reazione di Susan a quella lettura.
Una struttura complessa, ben condotta, nata da una brillante idea di metalettura, un viaggio a bordo di due stili linguistici e narrativi guidati da una stessa mano che si sdoppia e trascina il lettore dentro e fuori dal romanzo contenuto verso il romanzo contenitore.
Non è una novità, è in libreria da più di vent'anni, ma per me è stata una vera scoperta.

Titolo: Tony e Susan
Autore: Austin Wright
Traduzione: Laura Noulian
Editore: Adelphi
Anno copia in foto: 2011
Prezzo copia in foto: 19.50 euro


sabato 18 marzo 2017

Suite francese. Irène Némirovsky




Ho letto Suite francese poche settimane fa, lo avevo già fatto in parte, ma questa volta sono stata attenta, calma, pronta a immergermi non in un romanzo sulla seconda guerra mondiale, ma in una testimonianza, perché Irène Némirovsky scrive il suo libro guardando la Francia cedere sotto l'invasione tedesca, osservando i parigini lasciare la loro città dopo il bombardamento, scappando e non arrivando alla salvezza, perché la fine per lei è stata Auschwitz.
Per qualche motivo che attiene alla superficialità con cui avevo letto il libro la prima volta, avevo collegato la scrittura della Némirovsky non altro che a un'opera di finzione storiografica e così non avevo capito niente, perché questa è un'opera in presa diretta, un video girato mentre si è in fuga e ci si guarda intorno. Ecco perché Suite francese è un libro eccezionale.
Era stato concepito come una sinfonia, sulla scorta della quinta di Beethoven, cinque parti da duecento pagine l'una, un totale di mille che sarebbe stato suddiviso in Tempesta in giugno, Dolce, Prigionia, Battaglia, La pace. Le prime due sono state scritte tra il 1941 e il 1942, anno in cui l'autrice, deportata in Polonia, morì in agosto. Della terza sezione abbiamo degli appunti, qualcosa di confuso della quarta e nulla per La pace, forse proprio perché pace non ci fu.
Irène Némirovsky non diventa scrittrice con la guerra, lo era già di professione, aveva pubblicato, era letta, nota, di consumo forse, poi irrompe l'orrore e nulla resta come prima, la guerra sopraggiunge a modificare gli animi, ad acuirne gli aspetti. Nel giugno 1940, Parigi subisce il primo bombardamento, intere famiglie iniziano a scappare verso sud, caricando macchine, carri, riempiendo valigie che poi si faranno sempre più leggere durante il tragitto, qualcuno riuscirà ad andare avanti pur conoscendo morte e dolore, qualcun altro sarà costretto a tornare indietro. Irène Némirovsky racconta di persone di ogni tipo, famiglie unite che si smembrano, alti papaveri della buona società che mostrano il peggio di loro stessi, coppie che restano unite, vittime della rabbia violenta del gruppo, racconta l'amore oltre le divise, la solitudine delle donne e degli uomini che vivono la guerra. 
Poi tutto si interrompe, come quando si spezza una vita, e proprio per questo.
Suite francese è rimasto sconosciuto, quasi nascosto, per sessant'anni, la prima pubblicazione è avvenuta nel 2004, oggi lo scopro nella sua forza: essere scritto con la coscienza del testimone, con gli occhi di chi vede e i sentimenti di chi vive, con un incipit che è diventato per me indimenticabile.  È chiaro che sia una lettura impegnativa, dura, dolorosa, ma regala pagine meravigliose e seppure incompiuta va avanti in chi accetta di conoscere quelle vite che la Némirovsky ci narra.


"Sarà dura, pensavano i parigini. Aria di primavera. 
Una notte di guerra, l'allarme. Ma la notte svanisce, la guerra è lontana. 
Quelli che non dormivano, i malati nei loro letti, le madri con un figlio al fronte, le donne innamorate con gli occhi sciupati di pianto, sentivano il primo soffio della sirena, ancora solo un ansito profondo simile al sospiro che esce da un petto oppresso. In pochi istanti il cielo tutto si sarebbe riempito di clamori. Che venivano da lontano, dall'estrema linea dell'orizzonte - senza fretta si sarebbe detto. Quelli che dormivano sognavano il mare che spinge davanti a sé i ciottoli e le onde, la tempesta di marzo che scuote la foresta, una mandria di buoi che galoppano pesanti facendo tremare il suolo con gli zoccoli; ma il sogno finiva e socchiudendo appena gli occhi gli uomini mormoravano:
"È l'allarme?""


Irène Némirovsky, Suite francese


Titolo: Suite francese
Autore: Irène Némirovsky
Traduzione: Laura Frausin Guarino
Editore: Adelphi
Anno copia in foto: 2014
Prezzo copia in foto: 11.00 euro



domenica 12 marzo 2017

Perfettamente felici per la domenica di tè #66




"Non avevano figli, Rae e Larry. Lui lavorava per una ditta di giocatoli. 
Aveva la carnagione chiara. Era rassegnato come una persona passata attraverso molte difficoltà, aveva la calma di un drogato. 
Uscì con Viri a nascondere le uova.
"Che cosa avete fatto?" Domandò Nedra. 
Si stava scaldando la faccia sopra la tazza di tè.
"Non saprei" rispose Rae. "Sei così fortunata a non vivere in città. 
Mi alzo, preparo la colazione, i davanzali sono coperti di sporcizia, 
credo di impiegare due ore al giorno per tenere la casa pulita. 
Ieri ho scritto una lettera a mia madre. Penso di averci messo quasi tutta la giornata. 
Sono dovuta andare all'ufficio postale perché non avevo più francobolli. Sono andata in lavanderia. Non ho cucinato. Siamo usciti a cena. Che cosa ho fatto dunque?" 
Sorrise con aria indifesa mostrando i denti grigi."

James Salter, Una perfetta felicità


Libro
Titolo: Una perfetta felicità
Autore: James Salter 
Traduzione: Katia Bagnoli
Editore: Guanda
Anno copia in foto: 2015
Prezzo copia in foto: 18,50 euro


Nome: Liquirizia
Tipo: Aromatizzato
Colore: Nero
Provenienza: Cina
Gusto: liquirizia 
Aroma: dolce

mercoledì 8 marzo 2017

Virginia Woolf e l'angelo del focolare


Virginia Woolf

"What could be easier than to write articles and to buy Persian cats with the profits? But wait a moment. Articles have to be about something. Mine, I seem to remember, was about a novel by a famous man. And while I was writing this review, I discovered that if I were going to review books I should need to do battle with a certain phantom. And the phantom was a woman, and when I came to know her better I called her after the heroine of a famous poem, The Angel in the House. It was she who used to come between me and my paper when I was writing reviews. It was she who bothered me and wasted my time and so tormented me that at last I killed her. You who come of a younger and happier generation may not have heard of her - you may not know what I mean by the Angel in the House. I will describe her as shortly as I can. She was intensely sympathetic. She was immensely charming. She was utterly unselfish. She excelled in the difficult arts of family life. She sacrificed herself daily. If there was chicken, she took the leg; if there was a draught she sat in it - in short she was so constituted that she never had a mind or a wish of her own, but preferred to sympathize always with the minds and wishes of others. Above all - I need not say it - she was pure. Her purity was supposed to be her chief beauty - her blushes, her great grace. In those days - the last of Queen Victoria - every house had its Angel. And when I came to write I encountered her with the very first words. The shadow of her wings fell on my page; I heard the rustling of her skirts in the room. Directly, that is to say, I took my pen in my hand to review that novel by a famous man, she slipped behind me and whispered: "My dear, you are a young woman. You are writing about a book that has been written by a man. Be sympathetic; be tender; flatter; deceive; use all the arts and wiles of our sex. Never let anybody guess that you have a mind of your own. Above all, be pure." And she made as if to guide my pen. I now record the one act for which I take some credit to myself, though the credit rightly belongs to some excellent ancestors of mine who left me a certain sum of money - shall we say five hundred pounds a year? - so that it was not necessary for me to depend solely on charm for my living. I turned upon her and caught her by the throat. I did my best to kill her. My excuse, if I were to be had up in a court of law, would be that I acted in self-defence. Had I not killed her she would have killed me. She would have plucked the heart out of my writing. For, as I found, directly I put pen to paper, you cannot review even a novel without having a mind of your own, without expressing what you think to be the truth about human relations, morality, sex. And all these questions, according to the Angel of the House, cannot be dealt with freely and openly by women; they must charm, they must conciliate, they must - to put it bluntly - tell lies if they are to succeed. Thus, whenever I felt the shadow of her wing or the radiance of her halo upon my page, I took up the inkpot and flung it at her. She died hard. Her fictitious nature was of great assistance to her. It is far harder to kill a phantom than a reality. She was always creeping back when I thought I had despatched her. Though I flatter myself that I killed her in the end, the struggle was severe; it took much time that had better have been spent upon learning Greek grammar; or in roaming the world in search of adventures. But it was a real experience; it was an experience that was bound to befall all women writers at that time. Killing the Angel in the House was part of the occupation of a woman writer."

Virginia Woolf, Professions for Woman. 1933

mercoledì 1 marzo 2017

@TwoReaders tra i Karnowski




@TwoReaders prosegue il suo viaggio nella narrativa contemporanea, proponendo la lettura di un autore noto e amatissimo, Israel J. Singer, e del suo romanzo più famoso La famiglia Karnowski. Una saga famigliare che attraversa tre generazioni nella Polonia del '900, raccontando la vita, l'ebraismo, il bisogno di identità e la violenza della guerra. 
La famiglia Karnowski è uscito per la prima volta nel 1943 e questo lo rende il romanzo più lontano nel tempo col quale il gruppo si è cimentato, per unirvi a noi ecco le regole e il programma di lettura: 

  • leggere il libro proposto;
  • seguire il ritmo di lettura giornaliero con indicazione del numero di pagina cui arrivare e dell'ultima frase per i lettori di ebook;
  • nei giorni di lettura ciascun tweetlettore ha a disposizione due tweet di citazione e possibilità di commentare;
  • @TwoReaders retwitterà soltanto alcuni dei tweet ricevuti, siamo diventati moltissimi e rischiamo di bloccare gli account dei nostri followers facendo il rt di tutte le citazioni;
  • i tweet di citazione (dal cartaceo) devono riportare la pagina di riferimento;
  • non è consentito allegare fotografie del testo, lo scopo del gruppo è condividere il libro nelle logiche di Twitter e dunque in 140 caratteri;
  • i tweet vanno indirizzati unicamente all'account @TwoReaders, a meno che non siano di  risposta, in questo caso saranno indirizzati al destinatario e a @TwoReaders;
  • hashtag per questa lettura è #Karnowski
  • ai tweet potranno essere allegate immagini attinenti;
  • ciascun lettore è, ovviamente, l'esclusivo responsabile di ciò che scrive e allega;
  • evitare lo spoiler, lasciamo a tutti il piacere di scoprire;
  • agire nel rispetto dell'opera, dell'autore e dell'editore. 
Ecco il nostro calendario:

giovedì 2 marzo
lettura fino a pagina 38 "Dolce Papà...".

venerdì 3 marzo
citazioni e commenti del giorno precedente
lettura fino a pagina 58 "Quanto è vero Iddio!".

sabato 4 marzo
citazioni e commenti del giorno prece1dente
lettura fino a pagina 79 "Giudeo, beee!".

domenica 5 marzo
citazioni e commenti del giorno precedente
lettura fino a pagina 104 "Era ferita, umiliata."

lunedì 6 marzo
citazioni e commenti del giorno precedente
lettura fino a pagina 129 "un'eco che si ripete più e più volte."

martedì 7 marzo
citazioni e commenti del giorno precedente
lettura fino a pagina 155 "odore di polvere da sparo e di sangue."

mercoledì 8 marzo
citazioni e commenti del giorno precedente
lettura fino a pagina 176 "Vorrebbe sprofondare sotto terra."

giovedì 9 marzo
citazioni e commenti del giorno precedente
lettura fino a pagina 195 "la elevasse di colpo nella scala sociale."

venerdì 10 marzo
citazioni e commenti del giorno precedente
lettura fino a pagina 219 " E sentì una lancinante fitta di nostalgia."

sabato 11 marzo
citazioni e commenti del giorno precedente
lettura fino a pagina 243 "e sgualdrina al tempo stesso."

domenica 12 marzo
citazioni e commenti del giorno precedente
lettura fino a pagina 268 "ora sì che la vita aveva un senso."

lunedì 13 marzo
citazioni e commenti del giorno precedente
lettura fino a pagina 293 "si poteva leggere la follia."

martedì 14 marzo
citazioni e commenti del giorno precedente
lettura fino a pagina 319 "tra le braccia della madre."

mercoledì 15 marzo
citazioni e commenti del giorno precedente
lettura fino a pagina 339 "la parola Solomon Burak!".

giovedì 16 marzo
citazioni e commenti del giorno precedente
lettura fino a pagina 365 "tanta devozione e umiltà."

venerdì 17 marzo
citazioni e commenti del giorno precedente
lettura fino a pagina 387 "che suo padre morisse."

sabato 18 marzo
citazioni e commenti del giorno precedente
lettura fino a pagina 417 "grandi cambiamenti."

domenica 19 marzo
citazioni e commenti del giorno precedente
lettura fino a pagina 438 "si ritrovò al suo servizio."

lunedì 20 marzo
citazioni e commenti del giorno precedente
lettura fino a pagina 458 "strappi della tela."

martedì 21 marzo
citazioni e commenti del giorno precedente
lettura fino a pagina 473 "fra le montagne.2

mercoledì' 22 marzo
citazioni e commenti del giorno precedente
lettura fino a pagina 494 "luce livida del sole nascente.

giovedì 23 marzo
citazioni e commenti del giorno precedente
commento dell'intero romanzo.

Fine lettura.









domenica 12 febbraio 2017

A parigi per la domenica di tè #65





"Allora beviamo una tazza di tè.
E come Kakuzo Okakura, l'autore del Libro del tè, che si addolorava per la rivolta delle tribù mongole nel XIII secolo non perché avesse causato morte e afflizione, ma perché aveva distrutto l'arte del tè, il più prezioso tra i frutti Song, anch'io so bene che il tè non è una bevanda qualunque. Quando diventa rituale, rappresenta tutta la capacità di vedere la grandezza nelle piccole cose."

Muriel Barbery, L'eleganza del ricco. 


Libro in foto
Titolo: L'eleganza del riccio
Autore: Muriel Barbery
Traduzione: Emanuelle Mailat e Cinzia Poli
Editore: Fazi editore
Anno: 2016
Prezzo: 9,90 euro

Nome: Fiori di gelsomino
Tipo: fiore di tè aromatizzato 
Colore: verde
Provenienza: Cina, Hunan
Aroma: fiorito