martedì 30 dicembre 2014

I giorni dell'abbandono. Elena Ferante

I giorni dell'abbandono, Elena Ferrante.
Edizioni e/o
La mia copia.
"I giorni dell'abbandono" è un libro con un titolo geniale, scritto da Elena Ferrante e pubblicato e/o. Un vestito cucito sul corpo del racconto dell'improvvisa solitudine di Olga lasciata dal marito a sua volta travolto da un "vuoto di senso" della loro vita insieme. "I giorni dell'abbandono" è la storia di un dolore sconvolgente che si confonde con il rancore, con l'infelicità e con lo spaesamento, e l'abbandonata reagisce perdendo se stessa non avendo più altro che le conseguenze, umilianti e disastrose, della mancanza di rispetto che si auto infligge mortificando la propria umanità. Olga, dopo l'abbandono, inizia a guardare a ritroso la vita con suo marito e decide di trattenerlo mettendogli davanti agli occhi la sicurezza della famiglia, curando il suo aspetto, i figli, la cucina e la casa. Lui non è comunque avvolto da quel senso di certezza che lei vuole trasmettere, non lo percepisce, addirittura lo rifugge, continua ad allontanarsi, scompare, lascia ciò che ha costruito, anche i figli. Si anima così una giostra di egoismi degli adulti sulle spalle dei piccoli, un padre che se ne va senza salutare, una madre che perde consistenza, affidabilità, amore e capacità, travolta dalla preoccupazione di una femminilità ferita e lacerata. Rimangono i bambini a margine di un dolore adulto, ma soli più degli altri, smarriti più degli altri, sofferenti e muti. Alla scoperta della nuova vita del marito, di una compagna giovane e già nota, di un inganno prolungato, Olga si perde si umilia nel corpo e nell'anima, fa dell'assenza di Mario il centro della sua vita, perde tutto di sé fino a un giorno drammatico in un agosto afoso in una Torino vuota come una bolla d'aria. Il cane sta male, il figlio sta male, lei non si è più interessata della casa tanto che non ha modo di chiamare aiuto, i telefoni non funzionano, la serratura è inceppata, il palazzo vuoto,  prova a riordinare una mente che fa cilecca, ma si perde, non riesce a concludere un pensiero, si distrae, diventa pericolosa. Il racconto si fa angosciante, quasi insopportabile tanta la capacità espressiva della Ferrante e poi qualcosa torna in equilibrio, qualcuno interviene e la soccorre nella pratica ma con discrezione, la aiuta col cane, le presta un cellulare, lei inizia a combattere la propria dissolvenza, la malattia del figlio la pungola e lentamente, ritrovando la volontà, Olga torna in sé.
Sto viaggiando all'indietro nell'opera di Elena Ferrante leggendo solo ora, dopo la tetralogia, i libri che l'hanno preceduta, ma nessuno mi toglie dalla testa che questo e alcune parti del mondo dell'amica geniale siano nate insieme. Olga e Elena Greco hanno molti punti di contatto, la scrittrice interrotta, la maternità bastonata dall'essere donna e compagna, la gelosia e l'offesa, inflitta dal proprio uomo, sempre perdonabile finché non interviene la repulsione, e poi c'è il legame di Olga con Lila, la percezione della smarginatura che terrorizzava Raffaella Cerullo, colpisce in pieno la protagonista di questo romanzo che precede la tetralogia. Forse ricondurre un libro a un'altro, confrontarli e riconoscerli legati è riduttivo e ingiusto, è possibile che certi personaggi siano caratteristici  della narrazione di un'autrice, ma percepisco una potenza continua e omogenea in Elena Ferrante e mi sembra incanalata in un unico flusso, nel caso dei giorni dell'abbandono un flusso che attraversa delle rapide di rabbia.

Titolo: I giorni dell'abbandono.
Autore: Elena Ferrante
Editore: e/o
Collana: Tascabili
Anno: 2011
Prezzo: 9,50 €

mercoledì 24 dicembre 2014

Brillano, scintillano...



"S'io fossi il mago del Natale
 farei spuntare un albero di Natale 
in ogni casa, in ogni appartamento, 
dalle piastrelle del pavimento [...]"

Il mago di Natale, Gianni Rodari

domenica 21 dicembre 2014

Domenica di tè #5: primo giorno d'inverno.






Libro:
Titolo: Chi scrive i nostri libri
AutoreJulio Cortazar
A cura di: Giulia Zavagna
Editore: Sur
Anno: 2014
Prezzo: 16,00 €

Tè:
Tipo: Bancha Hojicha
Colore: tè verde
Provenienza: Giappone
Aroma: tostato
Negozio: NamasTèy 

sabato 20 dicembre 2014

Leggere a Natale



Le vacanze di Natale stanno per iniziare, le passerò con più libri e più tè del solito, spero sia molto freddo e se poi magari nevica meglio ancora. Ci saranno molte lucine, molto divano, amici parenti e questi quattro libri.

La meccanica dei ruoli, Alice Malerba. Cartacanta editore
Dalla collana I Cantastorie un'autrice giovane che con la raccolta di racconti  "Mea Culpa" è stata finalista al premio Carver nel 2013, "La meccanica dei ruoli" è il suo primo romanzo e io inizierò a conoscerla da qui, dalla storia di un fratello e una sorella talmente uniti dalla vita che fare scelte personali sembra un tradimento. Questo libro è frutto dei miei pomeriggi a Più libri e della voglia di conoscere nuovi editori e nuovi autori e se tutto va bene sarò felice di andare avanti.

La petite, Michèle Halberstadt. L'orma editore
L'autrice francese racconta l'inizio della consapevolezza che porta alla fine del'infanzia con la voce di una bambina di dodici anni, un romanzo breve di un'autrice esperta. Mi fido delle scelte dell'editore, e leggendo la sinossi mi viene in mente "L'eleganza del riccio" e sono curiosa. Anche questo libro è una scelta fatta in fiera a Roma.

L'amore molesto, Elena Ferrante. edizioni e/o
La mia conoscenza della Ferrante continua e passa per ognuno dei suoi libri, sto finendo di leggere "I giorni dell'abbandono" e a Natale toccherà a "L'amore molesto" del quale ho già letto l'incipit e la cosa certa è che devo andare avanti.

Funny girl, Nick Hornby. Guanda
La nuova lettura del gruppo di @TwoReaders, gli anni '60, Londra e un  gruppo di appassionati lettori con cui da più di un anno leggiamo insieme, citiamo, commentiamo, postiamo foto.

mercoledì 17 dicembre 2014

@TwoReaders a Londra con "Funny girl"

Funny girl, Nick Hornby
Guanda.
La mia copia.
Ed eccoci alla scelta di @TwoReaders per le vacanze di Natale "Funny girl" il nuovo romanzo di Nick Hornby, super-autore (molto inglese) pubblicato in Italia da Guanda. Ambientato nel mondo della televisione degli anni '60, con molti dialoghi e il caratteristico stile umoristico e feroce al tempo stesso, con "Funny girl"si ritrova il piacere di una lettura allegra, ci si immerge nella swinging London e nelle atmosfere di un' Europa trainata dall'Inghilterra e ci si ferma a pensare sul rapporto tra essere e apparire. 
Arriveremo nel 2015 con Nick Hornbye la sua Funny girl!

Qui di seguito le regole per partecipare al gruppo di lettura:

  • leggere il libro indicato;
  • di seguito è riportato il ritmo di lettura con indicazione del numero di pagina cui arrivare e dell'ultima frase per i lettori di ebook;
  • nei giorni di lettura ciascun tweetlettore ha a disposizione due tweet di commento e possibilità di commentare;
  • i tweet di citazione (dal cartaceo) devono riportare la pagina di riferimento;
  • i tweet vanno indirizzati unicamente all'account @TwoReaders, a meno che non siano di  risposta, in questo caso saranno indirizzati al destinatario e a @TwoReaders;
  • gli hashtag per questa lettura sono #funnygirl #hornby;
  • ai tweet potranno essere allegate immagini attinenti;
  • ciascun lettore è ovviamente l'esclusivo responsabile di ciò che scrive;
  • evitare lo spoiler;
  • agire nel rispetto dell'opera, dell'autore e dell'editore;
  • @TwoReaders modererà la lettura e si riserva di bloccare account che non operano secondo le regole o contrari allo spirito del gruppo. 
La partecipazione alla lettura sarà organizzata nella Storify del gruppo e le immagini nella bacheca Pinterest dedicata.

Ed ecco il ritmo di lettura (feste escluse!):

PROVINO
giovedì 18 dicembre:
lettura fino a pagina 30 "per sempre un inizio.";

venerdì 19 dicembre :
citazioni e commenti del giorno precedente,
lettura fino a pagina 56 "con quelle persone, per sempre.";

COMEDY PLAYHOUSE
sabato 20 dicembre:
citazioni e commenti del giorno precedente,
lettura fino a pagina 80 "ribattè lei";

domenica 21 dicembre:
citazioni e commenti del giorno precedente,
lettura fino a pagina 97 "se andavi in televisione.";

LA PRIMA SERIE
lunedì 22 dicembre:
citazioni e commenti del giorno precedente,
lettura fino a pagina 117 "riaccese il televisore";

martedì 23 dicembre:
citazioni e commenti del giorno precedente,
lettura fino a pagina 135 "ricevere il dono."

mercoledì 24 dicembre:
citazioni e commenti del giorno precedente,
lettura fino a pagina 144 "Ma quello non era un lavoro."

giovedì 25 dicembre:
BUON NATALE!

venerdì 26 dicembre:
BUON SANTO STEFANO!

LA SECONDA SERIE
sabato 27 dicembre:
citazioni e commenti del 24 dicembre,
lettura fino a pagina 168 "è così che va.";

domenica 28 dicembre:
citazioni e commenti del giorno precedente,
lettura fino a pagina 179 "avrebbe vinto.";

lunedì 29 dicembre:
citazioni e commenti del giorno precedente,
lettura fino a pagina 205 "spiritoso, e irrecuperabile.;

LA TERZA SERIE
martedì 30 dicembre:
citazioni e commenti del giorno precedente,
lettura fino a pagina 229 "poteva chiamare manoscritto";

mercoledì 31 dicembre:
citazioni e commenti del giorno precedente,
lettura fino a pagina 244 "da un bel po'.";

giovedì 1 gennaio 2015:
BUON ANNO!

LA QUARTA SERIE
venerdì 2 gennaio:
citazioni e commenti del giorno precedente,
lettura fino a pagina 269 "avuta con la madre.";

sabato 3 gennaio:
citazioni e commenti del giorno precedente,
lettura fino a pagina 292 "ritrovato la sua voce.";

TUTTI AMANO SOPHIE
domenica 4 gennaio:
citazioni e commenti del giorno precedente,
lettura fino a pagina 315 "tornare l'indomani.";

lunedì 5 gennaio:
citazioni e commenti del giorno precedente,
lettura fino a pagina 335 "ostinavano a invecchiare.;

martedì 6 gennaio:
BUONA EPIFANIA!

PER TUTTI I GIORNI DELLA NOSTRA VITA
mercoledì 7 gennaio:
citazioni e commenti del giorno precedente,
lettura fino a pagina 360 "brutto come se lo ricordava.";

giovedì 8 gennaio:
citazioni e commenti del giorno precedente,
lettura fino a pagina 373 "si ripartiva.";

venerdì 9 gennaio:
citazioni e commenti del giorno precedente,
fine lettura.


lunedì 15 dicembre 2014

Amarene dorate per Harry Potter





Libro:
Harry Potter e la Pietra Filosofale, J.K. Rowling, Salani.
Il desiderio di essere a Hogwarts per Natale.

Rossetto:
Sophisto, Mac.
Il colore delle bacche d'inverno, riflessi d'oro su un tono amarena lustre, rossetto da strega buona.

domenica 14 dicembre 2014

Domenica di tè #4: profumo di Natale e Ferrante.





Libro
Titolo:I giorni dell'abbandono
Autore: Elena Ferrante. 
Editore: Edizioni e/o
Collana: Dal Mondo
Anno: 2002
Prezzo: 12,00 €

Tè:
Tipo: miscela con mandorle, mela, cannella e vaniglia
Colore: nero 
Provenienza: Cina
Aroma: dolce  
Negozio: NamasTèy


Tazza:
mercatino di Dresda.

sabato 13 dicembre 2014

Caro Babbo Natale


                                                  
(fonte: youtube, caricato da Marry Xmas)



Caro Babbo Natale,

è quasi ora di rivedersi e pensavo ai miei desideri. Scrivere a te è l'occasione per dire tutto quello che si vuole e sperare che arrivi, ma davvero sono una persona che ha tutto e non so da che parte iniziare a chiedere di più. Di oggetti me ne piacciono molti e siccome poi i pacchetti sotto l'albero ce li trovo sempre, anche se chiedo di non averne, ti ricordo che tazze per il tè, teiere, bricchi, piattini, cucchiaini, infusori e miscele sono sempre gioie e con loro lo sono i miei amati libri.
Devo dire che quest'anno alla fiera di Roma ho esagerato, sono tornata a casa con ventitré libri nuovi, tra romanzi, racconti, libri per bambini e pop-up e di nuovo chiedere mi sembra un problema, MA (bello grande) si sa che non si mette mai un punto e allora ci sarebbe "Longbourn house" di Jo Baker per Einaudi, che pare sia in odore di Austen e sembra brutto non leggerlo, "La frantumaglia" di e/o che è l'unico libro di Elena Ferrante che non ho, poi vorrei di diari di Pavese "Il mestiere di vivere" sempre Einaudi, "Limonov" di Emmanuel Carrere pubblicato da Adelphi che, incredibile, non l'ho ancora letto. Con i libri mi fermerei perché mi è venuto in mente di approfittare per chiedere altro. Come tu ben sai ho un brutto carattere, credo più all'impossibile che al possibile, non faccio quello che vorrei per paura di sbagliare e sto più ferma di quanto sia intelligente fare, ecco, se tu potessi mandarmi la capacità di cambiare qualcosa di me sarei molto felice. Vorrei imparare a credere che molto si può fare, che convinzione, tenacia e ardore non siano solo parole delle quali conosco il significato, ma il mio modo di vivere, vorrei diventare come sarei e credo mi serva aiuto. Forse è proprio questo che mi piacerebbe, che ognuno si guardasse dentro per conoscere i propri desideri e nel caso la vita fosse più vera che sognata vorrei, e questo con tutto l'ardore che ti chiedo di mandarmi, che ognuno fosse aiutato a vivere nel modo migliore le circostanze che capitano e che l'ineluttabilità diventi solo una direzione non una prigione. Vorrei che i cervelli si accendessero di sensibilità e che nessuno, nessuno più da nessuna parte, rubasse più nulla al prossimo, né averi, né tempo, né dignità, né pace, né la vita. Vorrei che i bambini fossero tutti al caldo e che gli adulti fossero un po' meno convinti di dover sembrare perfetti e iniziassero a essere migliori.
questo è ciò che ti chiedo, non è poco, ma tu sei Babbo Natale e sai far volare le renne, sarà più facile per te che per me e nel caso non fossi d'accordo coi miei desideri puoi scegliere tu, io mi fido.

Buon Natale,

Laura 

venerdì 12 dicembre 2014

"Morte di un uomo felice" dalle parole di Giorgio Fontana

     Giorgio Fontana ha vinto il premio Campiello con "Morte di un uomo felice", e intervistandolo per questo mio tè tostato, dopo la lettura del libro con il gruppo di @TwoReaders, avrei voluto chiedergli "ma quanto sei stato felice?". Poi ho pensato che fosse una domanda stupida e non ho chiesto nulla di quel risultato. La preparazione, i personaggi, la religiosità, i sentimenti, la paternità, l'ingannevolezza di un titolo e le tante felicità possibili, qui con Giorgio Fontana. Mille grazie.

“Morte di un uomo felice” è un libro essenzialmente legato al periodo storico di ambientazione, in conclusione citi le tue fonti e le ricerche che hai fatto, cosa ti ha spinto a scrivere di un momento così complesso e doloroso?
Nient'altro se non il personaggio di Giacomo Colnaghi, che avevo già sviluppato in parte nel romanzo precedente. Non sono mai stato uno scrittore che si appassiona di periodi storici; mi piacciono le singole storie, i singoli individui. E Colnaghi mi appariva davvero molto promettente da un punto di vista narrativo — e umano.

La storiografia appare centrale, non solo racconti la storia recente, ma anche quella fondante, il partigianesimo, accostando prudentemente terroristi e partigiani, fino al grido di Colnaghi “Voi non siete partigiani!”, un parallelismo e un’associazione delicati seppure spesso citati dagli storici contemporanei, due lotte, due modi di vivere e morire, due cause, sembra emergere una riflessione sul rapporto tra mezzo e fine, è corretto?
Il rapporto fra mezzo e fine è una mia ossessione personale, che credo di avere mutuato in parte dal mio interesse per il pensiero anarchico. Per quanto complicato sia, non dobbiamo dimenticare che è il fine a giustificare il mezzo, e non viceversa; l'idea che tutto sia lecito di fronte a uno scopo più alto conduce rapidamente all'aberrazione. Come diceva Gandhi, non si può attendere un roseto se piantiamo gramigna. Quanto al resto, Colnaghi alla fine di quel dialogo sbotta — ed è l'unico momento in cui lo fa — perché sente usurpata la memoria paterna da parte dei terroristi. E ancor più, di sottofondo, è ossessionato dal fatto che di questo non può parlare con suo padre. Come vedete, tutto viene calato nella dimensione privata: e in effetti con Morte di un uomo felice volevo scrivere un romanzo privato, un romanzo da camera, su anni che invece sono estremamente "pubblici".

L’atmosfera del Palazzo di Giustizia, i ruoli del pool investigativo e dei magistrati, anche per questo aspetto hai dovuto documentarti?
Sì, ho dovuto documentarmi parecchio su tutto. Ma è parte del lavoro quotidiano di uno scrittore: poi io sono parecchio pignolo, quindi... L'unico problema è stato non esagerare con le ricerche — cioè fare in modo che l'ansia di esattezza non spegnesse l'inventiva. Altrimenti avrei finito per scrivere un saggio, cosa che proprio non volevo fare.

Nel libro ha molto spazio la religiosità di Colnaghi e Paola, una delle lettrici del gruppo, vorrebbe chiederti se tu sei credente, se questa lucidità del rapporto tra uomo e Dio derivi dalla tua fede.
No, sono ateo. Ho però avuto un'infanzia e adolescenza cattolica: i ricordi hanno aiutato. E senz'altro dal punto di vista narrativo il conflitto religioso è molto interessante; è uno degli aspetti cruciali del personaggio Colnaghi.

Paola è inoltre rimasta colpita dall’antiretorica con cui tratti fatti dolorosi chiede se anche tu, come Colnaghi, ritieni che la violenza porti altra violenza e in quale modo sia possibile conciliare giustizia ed equità.
Ah, una domanda a cui non so davvero rispondere! È un tema enorme, non posso certo svilupparlo in poche righe... Diciamo solo che è giusto e sacrosanto ribellarsi di fronte a un'ingiustizia, ma senza perdere di vista la questione mezzi/fini (come dicevo sopra) e senza farsi catturare dalla logica della sopraffazione reciproca.

Passiamo ai personaggi, Colnaghi è protagonista nei pensieri e nelle azioni, le altre figure ruotano intorno a lui contribuendo a definirlo, i colleghi, l’amico libraio, vittime e brigatisti sono veicoli per arrivare a conoscerne l’anima e lo toccano intimamente, solo la famiglia, sua moglie e i figli sembrano lontani, quasi tenuti a distanza, come mai?
Già. Una mia amica mi ha fatto notare che Colnaghi coi terroristi ci parla e si sforza di capirne le ragioni, ma ad esempio con i cugini con cui ha litigato si tiene a distanza e manco entra in casa loro... Una bella contraddizione, per un uomo per cui "ascoltare un uomo è cominciare a salvarlo"! Ma è proprio questo il punto. Volevo che Colnaghi vivesse in prima persona queste sue contraddizioni: il suo sentirsi un padre non all'altezza, un marito assente, un uomo che mette davanti il proprio lavoro rispetto alla famiglia e per questo si sente molto in colpa...

È corretto dire che esce da questa struttura quasi di sostegno soltanto il padre, l’altra vita che viene raccontata, l’altro protagonista, l’altro uomo di cui si intravede l’intimità dei pensieri?
Sì, credo di sì. A un certo punto Giacomo sembra pensare che l'unica persona che abbia mai amato davvero è proprio questo padre assente.

Il tuo libro è diviso tra la dimensione personale delle riflessioni di Colnaghi e i dialoghi con il mondo esterno,  particolarmente incisivo quello col brigatista, una scena che appare implausibile, quasi sognata, e che culmina con il moto di rabbia con cui il giudice allontana il ricordo del padre partigiano dalla violenza dei terroristi e quello  a cena con il collega in cui si coinvolgono le difficoltà dell’uomo nella professionalità del magistrato, in cui dubbi e umanità si scontrano e si poi si conciliano con il ruolo. Come è nata l’ideazione e poi la stesura di questi passaggi?
Penso sia stata la parte più difficile da scrivere dell'intero romanzo. Ci sono tornato sopra una ventina di volte, e ancora adesso non sono pienamente soddisfatto del risultato: ma più di così non potevo fare, credo che qui giochino i miei limiti oggettivi come scrittore. Sarebbe stato molto comodo evitare questa scena, o mettere in scena un dialogo "risolutivo"... Io invece volevo che la conversazione fosse aporetica, che portasse la lacerazione all'estremo.

Colnaghi è quasi rivoluzionario nel suo lavoro, incontra in modo personale le famiglie delle vittime, crea una squadra sfidando il Procuratore, si trattiene a cercare di capire i ragazzi diventati terroristi, interpreta la realtà con la sua fede e con il buonsenso, vive la magistratura in un equilibrio tra legge e comprensione, lotta contro l’errore e accetta l’eccezione, è l’immagine di un magistrato illuminato, hai avuto dei modelli?
Sicuramente Emilio Alessandrini e Guido Galli, che cito nella nota finale: magistrati democratici, garantisti, di altissimo profilo morale — ed entrambi vittime di Prima linea. Ma benché questi modelli siano presenti, è bene ribadire che Colnaghi è un personaggio del tutto finzionale.

Ultima domanda, dal titolo alla fine mi sono chiesta chi fosse l’uomo felice, leggendo ho riconosciuto la felicità in pochi attimi e per lo più legati a Ernesto Colnaghi, alla fine ho sentito il peso del tempo  che non basta, non la felicità, forse non ho ben interpretato il sentimento?
In effetti c'è un'ambiguità nel titolo: l'uomo felice è Giacomo o Ernesto? O entrambi?... L'autore pensa che lo siano entrambi, ma chissà — a volte nemmeno io concordo con l'autore! Di sicuro la felicità di cui si parla può sembrare un po' strana, forse nemmeno adeguata all'idea che molti di noi ne hanno. Ma per me è una felicità reale. Fatta di piccole cose, fiera e testarda nonostante i dubbi e le macerazioni interiori, innamorata della vita nonostante tutto il dolore possibile.

martedì 9 dicembre 2014

Più Libri e il #BlogNotes di SUR





La fiera è finita, gli editori se ne vanno, i blogger pure, i lettori anche, ci sarebbe da essere tristi e invece sono molto felice. Sono felice che il mio progetto sia stato adottato da SUR, che sia diventato reale, che l'hashtag sia corso su twitter, e che sia stato utile perché forse qualcosa in più l'ho capito, sono felice di essermi seduta tra tutti quei libri colorati e che le persone che incontravo (e non conoscevo) mi dicevano "Ah Il tè tostato, stai lavorando per SUR vero?". No, non stavo lavorando per SUR, stavo facendo una cosa bella con SUR, che forse è meglio. #BlogNotes è nato per la voglia di essere dove sono i libri, per la curiosità di conoscere i luoghi che li nutrono, perché esistono così tante possibilità e cose da fare intorno alle parole scritte che sembra stupido non fare nulla, e perché SUR lo ha reso possibile.
"Più libri" è iniziata giovedì 4 dicembre alle 10.00, SUR era subito al di là delle vetrate insieme alla coinquilina add all'indirizzo A07, sono arrivata presto con i pacchetti di tè per le persone che avrei incontrato allo stand, ho conosciuto Antonio, ufficio stampa, e Beatrice già all'opera come blogger inaugurale del progetto, foto un po' a tutto e piccolo giro per la fiera. La mia giornata di #BlogNotes è stata venerdì, poi ci sono tornata anche lunedì pomeriggio, per chiudere in bellezza, per l'ABC latinoamericano in sala Rubino e perché la fine ha un fascino triste imperdibile.
Vivere "Più libri" con #BlogNotes mi ha permesso di uscire dal mio modo di attraversare la fiera, è stata l'occasione per guardare i libri non come vengono proposti al lettore, ma come li espone l'editore. Nel caso di SUR, la visibilità delle ultime uscite, l'accostamento per autore, il materiale per le presentazioni, la scelta delle borsine di tela in tutte le combinazioni cromatiche,  la presenza dell'editore, della redazione, dell'ufficio stampa, la mobilità di tutti, la divisione in giornate del prospetto di vendita, le crocette dei venduti e degli omaggi, finire un titolo e dirlo sorridendo "Mi dispiace, ma abbiamo appena venduto l'ultima copia", riassortire, le mensole che si svuotano e il vuoto che non fa orrore, ma piacere perché è diventato il riempimento delle mani dei lettori e le loro espressioni davanti a tutti quei colori, alle sagome nere, all'irregolarità delle copertine. SUR è tutto colorato non solo nel vestito, ma anche quando lavora. Nelle ore di #BlogNotes si sono affacciate allo stand altre blogger, si informavano attente e mi viene in mente che avremmo potuto essere almeno un manipolo, e poi gruppi di lettura, autori, altri editori, lettori incuriositi, neofiti ed esperti, consigli dall'editore, dalla redazione, dall'ufficio stampa, consigli tra lettori e salti nel buio. Osservavo la varia umanità intorno all'esposizione di libri e stranamente non ne ero parte, ero ferma e guardavo da dietro il tavolo e ho capito (sì, solo ora) che lì si offre in vendita qualcosa che non si vede, che comprare un libro è quasi un atto di fiducia, ma in fiera te lo racconta chi ha scelto e confezionato la storia che ancora non conosci e l'acquisto diventa un gesto di partecipazione e mi sono ricordata perché mi piacciono tanto i librai-lettori.
Così mi viene in mente che "Più libri" sia un luogo di contatto, uno spazio grande che avvicina centinaia di realtà concorrenti, corridoi di case editrici, incroci di case editrici, e per ogni casa editrice tre o quattro persone che spiegano, descrivono, parlano parlano parlano, dei loro autori, della loro selezione, del loro catalogo, del passato e del futuro, ognuno racconta se stesso e la propria indipendenza. Ogni stand è una libreria e ogni editore è libraio e genitore delle opere che espone, ci sono sconti, occasioni, pacchetti, gadget e l'illustrazione di un percorso, della strada che il libro fa dalla penna del suo autore alla mensola di casa.
E questo fa di "Più libri" anche un luogo di formazione, non a caso andandoci di mattina si incontrano classi di ragazzini che un po' si guardano intorno, un po' vanno a caccia di segnalibri carini da attaccare sul diario, un po' si spingono allegri, un po' usciranno contaminati dalla presenza di tutti quei libri, cosa ci sarà scritto mai in quel numero di pagine infinito e poi ma cosa sarà mai quest'indipendenza di cui si sente parlare.
Uscendo per l'ultima volta dal Palazzo dei congressi pensavo che gli editori sono imprenditori e lo scopo ultimo di un'impresa commerciale è il lucro, per continuare a esistere, per migliorare, e che le fiere esistono per offrire e vendere, ma anche per altro, per lo scopo (invece) primo di un editore che è mettere nelle mani di tutti un libro, una storia, un pensiero, una riflessione, una risata e alla fiera è scritto ovunque:  "E' tempo di leggere"  .
Sono molto molto contenta di ringraziare SUR per l'accoglienza e perché tutte le mie riflessioni sono nate lì, altrove sarebbero state diverse, Beatrice di The Buzzing Page, Veronica di Libri in metro e Valentina di Peek a book per l'entusiasmo con cui hanno partecipato e Più libri più liberi che è stata lo scenario che ha ispirato il progetto #BlogNotes.


mercoledì 3 dicembre 2014

@TwoReaders incontra Annie Ernaux

Il posto, Annie Ernaux.
L'Orma.
La mia copia.
Inizia oggi una nuova condivisione di @TwoReaders, un titolo annunciato su Twitter diversi giorni fa
e ormai nelle mani di tutti i nostri lettori, "Il posto" di Annie Ernaux, L'Orma editore. L'autrice, nata nel 1940 in Normadia, esordisce nel 1974 e arriva ad essere riconosciuta una delle più importanti scrittrici di Francia, quando nel nel 1984, per questo romanzo, vinse il Premio Renaudot.
 Per @TwoReaders è la seconda incursione nel mondo letterario francese e il primo contatto con L'Orma, ci apriamo così a un nuovo catalogo e alle letture che propone.
Ed eccoci qui come per ogni lettura a indicare le regole e di seguito il calendario:
  • leggere il libro indicato;
  • di seguito è riportato il ritmo di lettura con il numero della pagina cui arrivare e dell'ultima frase per i lettori di ebook;
  • nei giorni di lettura ciascun tweetlettore ha a disposizione due tweet citazione e possibilità di commentare;
  • i tweet di citazione (da cartaceo) devono riportare la pagina di riferimento;
  • i tweet vanno indirizzati unicamente all'account @TwoReaders, a meno che non siano di  risposta, in questo caso saranno indirizzati al destinatario e a @TwoReaders;
  • gli hashtag per questa lettura sono #ilposto #ernaux;
  • ai tweet potranno essere allegate immagini attinenti;
  • ciascun lettore è ovviamente l'esclusivo responsabile di ciò che scrive;
  • evitare lo spoiler;
  • agire nel rispetto dell'opera, dell'autore e dell'editore;
  • @TwoReaders modererà la lettura e si riserva di bloccare account che non operano secondo le regole o contrari allo spirito del gruppo. 
La partecipazione alla lettura sarà organizzata nella Storify del gruppo e le immagini nella bacheca Pinterest dedicata.

Il programma di lettura:

mercoledì 3 dicembre:
lettura fino a pagina 29 "si doveva pur esserlo.";

giovedì 4 dicembre:
citazioni e commenti del giorno precedente,
lettura fino a pagina 47 "tessera annonaria.";

venerdì 5 dicembre:
citazioni e commenti del giorno precedente;
lettura fino a pagina 67 "il naso con discrezione.";

Sabato 6 dicembre:
citazioni e commenti del giorno precedente;
lettura fino a pagina 86 "lo sapeva tutto il quartiere.";

Domenica 7 dicembre:
citazioni e commenti del giorno precedente;
lettura fino a pagina 107 "la mano destra.";

Lunedì 8 dicembre:
citazioni e commenti del giorno precedente;

Martedì 9 dicembre:
confronto sul libro.


Il rosso dolore per Sylvia Plath





Libro:
Diari, Sylvia Plath. Adelphi.
La raccolta dei pensieri e delle giornate di una poetessa assoluta nel talento, nei sentimenti e nella sofferenza, fino alla fine.

Rossetto:
Viva Glam I, Mac Cosmetics,
Rosso medio, intenso, completamente opaco sulle labbra, sottotono marrone freddo, un tono retrò, vagamente assassino.


(Si apre così una pagina dedicata alla femminilità della lettura, già su twitter e istagram mi è capitato di pubblicare un libro accostato a un rossetto e di raccontare che a volte quando leggo, a casa in pigiama, mi coloro le labbra. Così nasce il nome di questa nuova sezione, un incrocio tra libri e rossetti scelti per tono, consistenza e finitura. Contenuto e forma, superficie e profondità uniti nell'edonismo di dedicarsi a sé stessi e descritti da un'immagine e poche indicazioni. Un nuovo appuntamento settimanale.)






lunedì 1 dicembre 2014

BlogNotes


fonte: http://blog.edizionisur.it/blog-notes/


Grandi novità!

Dicembre è il mese più bello dell'anno, c'è Natale, ci sono le luci, il profumo di cannella, le candele e le candeline (per il mio compleanno) e tutto questo è preceduto da una grande festa del libro, la Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria. Di solito ci vado due o tre volte, scelgo un bel po' di regali per tutta la famiglia, punto dritta agli stand degli editori che preferisco e vagabondo tra quelli che non con conosco, faccio una serie di scoperte e capitolo in qualche amore letterario.
Quest'anno sarà tutto, ma proprio tutto, diverso ed è questa la novità: seppure vagherò con cupidigia e invidia tra gli stand, starò anche ferma in uno solo, quello di SUR casa editrice con cui è nato  BlogNotes, progetto che mette fianco a fianco book blogger ed editori. I blogger saranno quasi degli inviati dei lettori dietro le fila degli editori da dove descriveranno le giornate di fiera. Professionisti e appassionati del libro vicini per integrare i punti di vista e dare libero sfogo sui social, in tempo reale e con post dedicati, al racconto dell'attività di fiera vissuta da dentro. 
Il tè tostato, PeekabookThe buzzing page e Libri in metro, ospiti di SUR, twitteranno, istagrammeranno, posteranno, internetteranno in ogni modo cosa succede allo stand, alla fiera, tra i lettori, tra i lettori e gli editori e nel proprio cuore di appassionati che scavalcano il tavolo dei libri.
L'idea è nata pensando che fosse quasi ora di Più libri più liberi e che avrei voluto dire a tutti come è bello camminare tra libri e case editrici, cercare, scovare, riempire le buste di nuove avventure, anzi come sarebbe stato bello capire e raccontare cosa succedeva negli stand, così eccoci qui, con SUR e un gruppo di blogger, a dare vita a un progetto pioniere.

I book blogger ispirati da SUR racconteranno Più libri più liberi per seguirci e partecipare l'hashtag è #BlogNotes.




mercoledì 26 novembre 2014

Storia della bambina perduta. Elena Ferrante

Storia della bambina perduta. Elena Ferrante.
e/o. La mia copia.
E' tutto finito, è il quarto volume e l'amica geniale si chiude qui.  "Storia della bambina perduta" è un libro ancora uguale e di nuovo diverso dai tre che lo precedono, come il primo delinea i personaggi, ma questa volta si avviano al loro epilogo, come il secondo vive dei sentimenti di Elena e del cervello di Lila, come il terzo apre porte che non chiude e come tutti rende il lettore comparsa della storia, un vicino di casa che vive tutto da lontano, nella tranquillità e nel dispiacere di non esserne parte. In questo quarto volume tutto si complica, i rapporti sentimentali e le solidità caratteriali vengono sovvertite, Elena vive la sua passione e il suo amore per Nino presentando la parte peggiore di sé, quella di una madre capace di subordinare le proprie figlie a se sessa, se ne rende conto e non resiste, lo fa, le lascia, poi torna e le afferra, le tiene finalmente con sé, ma le sposta nella mappa dei suoi sentimenti, viaggiando e costringendole a riadattarsi ogni volta. Elena scopre le modernità del mondo, le radici della sua voglia di affermarsi e di farlo per gli altri, per l'immagine che vuole avere di sé, per la favola che scrisse Lila quando erano bambine e perché è una persona che realizza i suoi sogni e non li lascia, a tutti i costi non li lascia. Elena sceglie Nino. La passione è il vento che la conduce, sola, dentro la storia che la porta di nuovo vicina alla donna che aveva cercato di allontanare, Lila. Si riapre un lungo capitolo Napoli e la città presenta volti distinti e inconciliabili, il Vomero e il rione, l'amore e l'amicizia, la voglia di essere e le origini che danno reale forma a quell'essere. Elena è una donna fortunata, prima o poi tutto si sistema tutto per lei, attraversa il dolore che però non diventa mai tragedia, la paura ma mai il terrore, le difficoltà ma non il fallimento, alla fine sembra che a proteggerla sia il suo ego, il mordente che la porta a serrare i denti intorno a ciò che vuole, la visceralità del bisogno di sentirsi come vuole essere e dei conti che non farà mai con se stessa perché forse nulla la travolge, rimane stretta alla sua determinazione e al suo volere e non dimentica mai di scegliere. Lila è anima e cervello, diventa la donna che sembrava sarebbe diventata, volitiva, potente, presente nella sua realtà della quale diventa chiave, crea e disfa persone e cose, alla ricerca continua di sfide che lei stessa si pone, capace di portare il mondo in casa sua e incapace di uscire dal rione, lei che sarebbe potuta andare ovunque, lei che non è l'anima di Elena, ma il motivo più reale per il quale Elena abbia mai mosso un passo.
Nel quarto volume c'è violenza di ogni tipo, sentimentale, fisica, brutalità, chiusure e angosce del tempo che è passato modificando ogni cosa, c'è l'incredibile pazienza di Lila nel vedere andare la vita nella direzione che ha contribuito a creare, nella sua intelligenza e nel saper non dire svelando appena la propria opinione, e Elena che più di tutto ha la capacità di leggere la mente di Lila, di capire i suoi pensieri, di interpretarla e forse di non farla sentire sola. E poi c'è la bambina perduta, un momento che non passa, un bisogno che non si placa, un dolore che non si assopisce e una realtà che vanifica la vita di quattro epoche. Non ci sono cose che mi aspettavo di leggere, ho trovato sorprese che non avrei immaginato, ho sentito forte nel cuore la maternità di Lila e le sue difficoltà, la coerenza tra quella ragazzina che non rimaneva incinta, la donna che soffre per partorire e la persona che si spegne dentro di lei. Ho urlato a Elena di cambiare idea, di non farlo, di pensarci, ho detestato i Solara e Elisa così frutto del suo ambiente da lasciarsi giustificare in tutto e quel Nino un personaggio sottile come il suo corpo, bello e infingardo come una promessa che non può essere mantenuta, un ometto vestito da principe che si dimostra figlio di tanto padre, soltanto colto, ambizioso, pronto a dare e pronto a togliere. La mamma di Elena che sapeva tutto da sempre, le città d'Italia che accolgono vite e persone, il rione che non so cosa sia ma lo voglio vedere, delitti irrisolti, incarcerati che sembrano innocenti, la nebulosa originaria che rimane attraverso i decenni, Enzo l'unico personaggio maschile degno di tutta la storia, la generazione che voleva cambiare il mondo e il mondo inamovibile. Nessuno e nulla se ne va da qui, da vicino a me, perché ciò che Elena Ferrante lascia con "L'amica geniale" e i suoi quattro libri è il bisogno di parlarne e la voglia di cercare la bambina perduta.



giovedì 20 novembre 2014

@TwoReaders legge "Questa libertà" di Pierluigi Cappello

Questa libertà, Pierluigi Cappello
Rizzoli
La mia copia
Dopo aver festeggiato un anno di letture condivise, @TwoReaders propone il romanzo "Questa libertà" di Pierluigi Cappello, pubblicato da Rizzoli e segnalato da Paola, una delle nostre più affezionate lettrici. Pierluigi Cappello è un poeta, tra i numerosi riconoscimenti nel 2004 ha ricevuto il Premio Montale, è impegnato in un'opera di diffusione della cultura nelle scuole e nelle università e nel 2013 ha ricevuto dall'Università di Udine la laurea honoris causa in Scienze della Formazione. Con l'esperienza delle parole, del dolore, della delicatezza e il racconto di una generazione per la prima volta la voce di un poeta arriva al gruppo di lettura.

Come sempre ecco le regole per leggere con @TwoReaders:

  • leggere il libro indicato;
  • di seguito è riportato il ritmo di lettura con il numero della pagina cui arrivare e dell'ultima frase per i lettori di ebook;
  • nei giorni di lettura ciascun tweetlettore ha a disposizione due tweet citazione e possibilità di commentare;
  • i tweet di citazione (da cartaceo) devono riportare la pagina di riferimento;
  • i tweet vanno indirizzati unicamente all'account @TwoReaders, a meno che non siano di  risposta, in questo caso saranno indirizzati al destinatario e a @TwoReaders;
  • gli hashtag per questa lettura sono #questalibertà #pcappello;
  • ai tweet potranno essere allegate immagini attinenti;
  • ciascun lettore è ovviamente l'esclusivo responsabile di ciò che scrive;
  • evitare lo spoiler;
  • agire nel rispetto dell'opera, dell'autore e dell'editore;
  • @TwoReaders modererà la lettura e si riserva di bloccare account che non operano secondo le regole o contrari allo spirito del gruppo. 
La partecipazione alla lettura sarà organizzata nella Storify del gruppo e le immagini nella bacheca Pinterest dedicata.

Il programma di lettura:


giovedì 20 novembre:
lettura fino a pagina 28 "nel mio stupore.";

venerdì 21 novembre:
citazioni e commenti del giorno precedente,
lettura fino a pagina 54 "tutto potrebbe mutare.";

sabato 22 novembre:
citazioni e commenti del giorno precedente,
lettura fino a pagina 71 "dalla sua mortificazione."

domenica 23 novembre:
citazioni e commenti del giorno precedente,
lettura fino a pagina 85 "a piedi scalzi.";

lunedì 24 novembre:
citazioni e commenti del giorno precedente,
lettura fino a pagina 106 "appartenevo al cielo.";

martedì 25 novembre:
citazioni e commenti del giorno precedente,
lettura fino a pagina 123 "lui è felice.";

mercoledì 26 novembre:
citazioni e commenti del giorno precedente,
lettura fino a pagina 149 "con un sorriso.";

giovedì 27 novembre:
citazioni e commenti del giorno precedente,
lettura fino a pagina 172 "continente ignoto.";

venerdì 28 novembre:
citazioni e commenti del giorno precedente;

sabato 29 novembre:
commenti e confronto sul libro.