mercoledì 27 maggio 2015

Alla grande invasione!

fonte: http://www.lagrandeinvasione.it/


Il tè tostato e @TwoReaders tornano alla Grande invasione, dunque, per il secondo anno, i gruppi di lettura si sposteranno a Ivrea, nelle tre mattine del festival, per tre incontri dal vivo  e simultaneamente vissuti su Twitter. 
Le proposte di lettura sono strutturate su un unico tema e declinate in tre aree geografiche: osserveremo "la famiglia" attraverso i passi di nove libri scelti tra la produzione letteraria italiana, nordamericana e sudamericana. 
Nel primo appuntamento, previsto per il 31 maggio, partiremo da molto vicino immergendoci nel romanzo meraviglioso con cui Natalia Ginzburg vinse il Premio Strega nel 1963, e così "Lessico famigliare" (Einaudi) aprirà le letture e omaggerà la città che ci ospita con, tra gli altri, un brano su Andriano Olivetti. Nello stesso incontro andremo avanti con "La ferocia" di Nicola Lagioia (Einaudi) e "We are family" di Fabio Bartolomei (e/o).
La seconda giornata sarà dedicata agli Stati Uniti con tre autori che hanno rappresentato la realtà americana in epoche differenti e diversamente ambientate, "Cronache della famiglia Wapshot" di John Cheever (Feltrinelli), "Le correzioni" di Jonathan Franzen (Einaudi) e "Una perfetta felicità" di James Salter (Guanda). 
Il terzo incontro sarà dedicato al sudamerica con due classici e un libro che lo diventerà: "Cent'anni di solitudine " di Gabriel Garcia Marquez (Mondadori) perché parlare di famiglia e non passare per Macondo non è possibile, "La casa degli spiriti" di Isabel Allende (Feltrinelli) e "Purgatorio" di Tomas Eloy Martinez (Sur). Proprio di quest'ultimo poi inizierà la lettura completa con @TwoReaders secondo le regole consuete e il programma che sarà pubblicato in settimana, un romanzo che spero colpirà i lettori del gruppo come ha colpito me. 
Per ogni libro leggeremo insieme alcune parti e ne parleremo con chi sarà a Ivrea e con chi ci seguirà su Twitter, l'obiettivo è condividere il tema attraverso questi nove romanzi che della famiglia, dei legami che ne derivano, dei sentimenti e della mancanza di essi, fanno il loro cuore, la loro parte viva e pulsante. Ci saranno sguardi d'amore, dipendenze, rapporti malati e strutture forti e sane, ci sarà l'essere figli, genitori, coppia, fratelli, ci sarà la famiglia come casa e come prigione, ci sarà il crogiolarsi al suo interno e il volerne scappare, ci saranno i membri che arrivano da fuori, vengono acquisiti e modificano gli equilibri e la tensione a far rimare tutto come è sempre stato. Leggere di ciò da cui deriviamo, nella presenza o nell'assenza, condividere lettura e dibattito e poter riportare tutto, anche, alla nostra esperienza. 
In questi giorni dall'account twitter stiamo raccontando i libri e organizzando la storify dei tweet di presentazione, delle citazioni già postate dai lettori storici del gruppo e delle prime sensazioni sulle opere scelte, da Ivrea segnaleremo il numero di pagina dei passi che si leggeranno e racconteremo i reading. 
A presto alla grande invasione!

(Il festival è ricchissimo qui il programma, domani un post di segnalazione degli eventi che vorremmo seguire e twittare per il gruppo).

lunedì 25 maggio 2015

La ferocia. Nicola Lagioia

La ferocia. Nicola Lagioia
Einaudi.
La mia copia.
"La ferocia" di Nicola Lagioia, pubblicato da Einaudi, è un romanzo intenso e articolato e presenta, quasi su un tavolo operatorio, la capacità umana di essere immune al sentimento della compassione, nel senso etimologico del termine, di essere andata oltre la bestialità biologica e approdata a un niente che solo in noi, specie civilizzata, sembra trovare alloggio. "La ferocia" racconta la storia dei legami della famiglia Salvemini composta da padre, madre e quattro figli, legami che appaiono storpiati rispetto all'affetto, in assenza di amore e animati dalla semplice occasionalità del coesistere. Vittorio, il padre, è un imprenditore edile che s'è fatto da solo, ha inseguito la propria idea di uomo di successo e ha ottenuto la ricchezza e i contatti sociali cui aspirava, con una telefonata può raggiungere istituzioni e uomini d'affari, ma ha il disagio di non riuscire a integrarsi tra loro, di non essere riconosciuto un simile. Sua moglie, Annamaria, è una donna dalle idee chiare, che ha scelto il marito per la sua intraprendenza e per la vita che avrebbe fatto al suo fianco, è assolutamente priva di qualsiasi senso materno fino a rendersi odiosa. I figli sono tra il cinico e sociopatico: Ruggiero, Clara e Gioia, il quarto, Michele, è, per il solo motivo di essere nato, un diverso, un disturbo, un apolide nella sua famiglia. Il romanzo inizia con la morte di Clara e si sviluppa nel racconto della vita famigliare e personale di cinque persone slegate: non ci sono momenti d'affetto, non ci sono carezze o tenerezze se non tra Clara e Michele, due fratelli che si rendono gli unici, per altro limitati, portatori di sentimenti. Il racconto degli anni dell'infanzia si mescola a quello attuale e i punti di vista si alternano dando voce non solo ai Salvemini, ma anche a chi è entrato in contatto con loro, soprattutto con Clara, la cui morte causa dubbi e angosce a tutti i personaggi. Dall'uomo che l'ha vista insanguinata e nuda camminare per strada, ai due geometri che affiancano Vittorio e appaiono come i bravi di don Rodrigo, a Ruggero che si trova invischiato negli affari di suo padre, a Michele che, scoperta la morte di sua sorella, torna nella casa dalla quale si era allontanato da anni, e inizia un'indagine che sempre più mescola famiglia e affari edilizi. Per tutto il racconto si avanza con un efficace ritmo irregolare nel fraseggio e nel tempo, con continui salti indietro a spiegare le dinamiche del presente e un'ambientazione ricca di scene dal mondo animale e entomologico, cui Lagioia attinge continuamente creando un parallelismo tra dinamiche di uomini e dinamiche di insetti, e non è scontato quale sia l'ambiente più ripugnante. Clara e Michele appaiono i protagonisti del racconto, il loro è  l'unico rapporto umano ed entrambi sembrano sabotare, sia con volontà che d'istinto, la realtà in cui sono nati e vissuti. Annamaria, Ruggero e Alberto, marito di Clara, sono personaggi che mi hanno colpito di più, così ben delineati da mettere paura, si erigono a punti riferimento verso il basso, nessun sentimento, nessuna commozione, nessun moto del cuore e, forse, nemmeno un'anima.
"La ferocia" ha la caratteristica di essere pervaso da un'atmosfera che risponde al titolo e non si smorza mai, un romanzo freddo e spigoloso, eppure capace di avvolgere il lettore, ma la coperta è quella dell'assenza di amore, di maternità, di benevolenza, fino a respingere il più comune istinto di solidarietà umana. Il tratto conclusivo, una dissacrazione del profano, sembra finalmente aprire quel cielo di piombo eppure in qualche modo ha ancora in sé il graffio inumano dei Salvemini.
Molto impegnativo e molto bello è candidato al premio Strega.

Titolo: La ferocia
Autore: Nicola Lagioia
Editore: Einaudi
Anno: 2014
Prezzo: 19.50 euro

domenica 24 maggio 2015

Domenica di tè con Virginia Woolf #16




"Ecco, è la mia posizione ora; e domenica andremo a Rodmell dove quasi per una settimana rimarrò supina sotto il cielo, o al massimo striscerò lungo gli acquitrini, leggerò un romanzo, senza mai scrivere una sola parola, a parte questa forma particolare di parola, e non vedrò anima viva eccetto Leonard e la signora Thompsett che ci cucina il pollo; e poi di colpo sarò guarita e imperverserò per la casa a inventarmi piaceri e passatempi, di cui il primo sarà chiamare Ethel Smyth e chiederle di venire subito a prendere un tè da noi. Verrà?"

Virginia Woolf, da una lettera a Ethel Smyth del 27 febbraio 1930



Libro:
Titolo: tutto ciò che vi devo
Autore: Virginia Woolf.
A cura di: Eusabio Trabucchi  
Editore: L'Orma
Collana: I Pacchetti
Anno: 2014
Prezzo: 5.00 €

Tè:
Nome: Royal blend 
Tipo: miscela
Colore: tè nero
Provenienza: India, Ceylon e Assam
Aroma: robusto e rinfrescante

(nota: in Inghilterra aggiungono il latte)


venerdì 22 maggio 2015

Salone del Libro di Torino 2015: i consigli di lettura.




Il Salone del Libro anche quest'anno è stato entusiasmante: libri, incontri e il #salTOur vissuto per lo più attraverso le proposte degli editori indipendenti e la loro generosità. Le idee di lettura, tra catalogo e novità, segnalatemi dagli editori sono state fotografate e twittate in diretta dagli stand, tutto rimarrà visibile sull'account @iltetostato, qui segnalerò quelle che leggerò per prime, quelle che mi hanno più incuriosita e sulle quali, per ora, mi soffermerò.
Per la casa editrice Hacca un libro che fa venir voglia di essere letto già a prima vista "Il poeta dell'aria" di Chicca Gagliardo, definito dall'editrice una storia di "meraviglia e leggerezza", tra l'altro protagonista dello stand in quanto oggetto di una mostra d'arte perché manipolato e lavorato da diversi artisti che lo hanno interpretato e reso scultura.
In casa Sur è stato proposto "Raccatta cadaveri" di Juan Carlos Onetti come titolo rappresentativo del catalogo, dello stesso autore ho letto "Gli addii" (recensito qui) ed è stato un libro importante per me e dunque la curiosità di approfondire l'opera. Importante far notare che Sur vince nella sezione #migliorcatalogo, con quell'idea geniale di inserire le figurine delle copertine da incollare sopra l'immagine in bianco e nero accanto alla descrizione del libro. Continuando sul filone sudamericano leggerò di certo "La tregua" di Mario Benedetti scelto da Nottetempo come proprio libro identitario e definito "libro del cuore". Tra i miei propositi anche la nuova uscita della collana di narrativa di Tunué, "L'appartamento" di Mario Capello. C'è ancora molto che mi fa piacere citare in questo post, un po' per mia memoria, un po' per dare traccia di cosa mi ha più colpito tra le idee raccolte a Torino. Tappa necessaria per me è L'Orma editore raffinato che in qualche modo fa pensare ad Adelphi, e che pubblica in Italia Annie Ernaux, bravissima autrice francese ora in libreria con "Gli anni", di cui mi raccomando, da sola, la lettura. Tra l'altro L'Orma aveva allo stand delle bellissime spillette e calamite riprese dalle copertine della collana I Pacchetti, il che rende la casa editrice vincitrice nella competizione del mio #salTOur della sezione #migliorgadget. 
Per Lindau vorrò leggere "Mangiare è un atto agricolo" di Wendell Barry, ma soltanto dopo aver finito il libro di Leonard Woolf sulla morte di Virginia, sua moglie. Fin qui già ne avrei per molto, ma certo non avrei potuto trascurare minimum fax che propone Malamud come autore rappresentativo e come non obbedire? Accanto a questo consiglio a tutti la lettura, per lo stesso editore, del libro di Kurt Vonnegut "Quando siete felici fateci caso" che ho letto in un'ora e amato, immagino, per sempre. Tra l'altro la palma della #migliorborsina del Salone va proprio a minimum fax e proprio per aver usato la grafica del libro di Vonnegut e averla così dedicata alla felicità. Dall'altra parte del corridoio lo stand di Iperborea che ha offerto il #miglioraperitivo del #salTOur con il personale di Ikea e propone la lettura di uno strano libro che ha un titolo mantra "Gente indipendente" di  Halldor Laxness, pare sia l'opera che ha fatto piangere Franzen e di Franzen mi fido. Dopo il nord si passa a La nuova frontiera e mi incuriosisce il loro "Fiori artificiali" di Luiz Raffaello per un viaggio attraverso le vite degli altri. Sicuramente poi leggerò "I miei piccoli dispiaceri" di Miriam Toews per marcos y marcos, libro che si presenta come un'opera non trascurabile per delicatezza e ironia. Impossibile tralasciare Keller che vince nella categoria #miglioreaccoglienza grazie a Silvia dell'ufficio stampa, capace di farti appassionare a ogni libro del catalogo. Segnalo poi il vincitore nella categoria @migliostand, Del Vecchio editore che mi ha convinto con la proposta di "Kruso" di Lutz Seiler direttamente dalla DDR. Questa estate leggerò inoltre il libro di Giuseppe Schillaci pubblicato da Liberaria nella collana meduse di narrativa italiana. Ultimo ma non ultimo, vincitore nella categoria #migliorescoperta nneditore, casaeditrici indipendente e neonata che aggiunge alla quarta di copertina dei propri libri tre o quattro righe illuminanti su chi dovrebbe leggere quel libro: una gran leva emozionale.
Questa è la traccia di cosa mi ripropongo di recensire nel blog, ci sarà poi il post dedicato al Salone, nella sezione "Le piccole persone"
Buona lettura!

Il catalogo Sur

Spillette L'Orma

borsina minimum fax

Stand Del Vecchio

Vieni via con me!


mercoledì 13 maggio 2015

Ci vediamo a Torino: il mio #salTOur


Fonte: http://www.salonelibro.it/it/stampa/loghi-visual.html


Giovedì inizia il Salone Internazionale del Libro di Torino, il programma è, come sempre, molto ricco, ci sono presentazioni, incontri, la realtà dell'Incubatore, il Salone Off e un prato bellissimo di libri, inoltre quest'anno il paese ospite la è Germania. 
Persa tra le migliaia di visitatori ci sarò anche io col mio blog e il progetto che ho ideato per esplorare il Salone 2015. In queste settimane ho contattato moltissimi editori e illustrato la mia idea ai loro uffici stampa, ed ecco qui che presento il mio #salTOur: arriverò al lingotto venerdì a pranzo e ne uscirò domenica sera (col peso dello shopping letterario) e per tutto il tempo renderò visibile il mio tour nell'editoria italiana. L'idea è di creare una mappa del Salone che usi i libri come pietre miliari e conduca il lettore attraverso l'identità e le nuove proposte degli editori intervistati. Visitando gli stand, infatti, chiederò di indicare un titolo rappresentativo del catalogo e una nuova uscita, di modo che delle case editrici coinvolte nel tour si possa conoscere anima e direzione. Userò Instagram e Twitter per mostrare il percorso, ci saranno le foto degli stand e dei libri, citazioni e brevi presentazioni dei titoli proposti. Ne seguiranno dei post dedicati e le recensioni di ciò che poi leggerò per intero.
Molti editori hanno già accettato di partecipare a questa mia iniziativa e il giro inizierà proprio da loro nel pomeriggio di venerdì, man mano esplorerò tutto lo spazio del Salone dedicato a narrativa, poesia e libri per bambini. 
Questo è il mio impegno al Salone: wifi e passione per documentare il #salTOur del tè tostato.

Arrivederci a Torino con l'hashtag #salTOur!

domenica 10 maggio 2015

Domenica di tè a Longbournhouse. #15






" - Siete di Londra quindi?
Gli porse una tazza di tè. Lui parve leggermente sorpreso e si guardò intorno, ma non trovando nient'altro in cucina che fosse di suo gradimento finì per prendere la tazza."

                                                                                                            Longbourn house, Jo Baker


Libro
Titolo: Longbourn house.
Autore: Jo Baker.
Traduzione: Giulia Boringhieri
Editore: Einaudi
Anno: 2014
Prezzo: 18.00 euro

Nome: Gentleman's tea gfbop
Tipo: purezza, broken.
Colore: tè nero
Provenienza: India, Assam
Aroma: forte e maltato
Negozio: Cose di tè

Tazza

Teiera

mercoledì 6 maggio 2015

Longbourn house. Jo Baker

Longbourn house. Jo Baker
Einaudi
La mia copia.
Grazie Jo Baker per aver sfatato il monopolio della perfezione di Elizabeth Bennet. Grazie davvero.
"Longbourn house" è un bel romanzo storico scritto con mano appassionata del periodo storico e dell'ambientazione, nonché consapevole di quanto Jane Austen abbia raccontato e di quanto, soprattutto questo, abbia tralasciato.
Jo Baker ha fatto un'opera di coerenza e riscatto davvero riuscita. Ha preso "Orgoglio e pregiudizio" e l'ha spogliato delle facciate bianche, dei vialetti, delle carrozze, del vento romantico di Brughiera, della passione spinta tra il fango della campagna inglese, dei cuori arditi e dei balli, delle aspirazioni e delle guerre con onore e delle divise lucide, delle eredità e dei riccioli che incorniciano visi e abiti stile impero e l'ha portato tra quelle persone che non hanno avuto voce, di sotto, dove fumano le cucine e si lava la biancheria in pentoloni messi a bollire. La protagonista è una sguattera, Sarah, una ragazza che fin dalle prime pagine si rivela acuta e capace, e mette davanti agli occhi del lettore i risvolti della vita nell'Inghilterra ai tempi delle guerre napoleoniche, quelli in cui la terra bagnata in cui Elizabeth affonda stivaletti e gonna non è la conseguenza di un'appassionata fuga dai restrittivi costumi dell'epoca, ma venti centimetri di terra secca da pulire. Sarah e il resto del personale di servizio vivono mentre si svolgono le vicende di "Orgoglio e pregiudizio", ma ne vedono altre prospettive, sono i personaggi funzionali all'economia della vita di allora, persone ai piani inferiori, quelli di loro competenza. Jo Baker prende le vite che la letteratura di Jane Austen aveva dimenticato se non per mettere loro in mano biglietti e vassoi, e le porta sulla scena, sotto le luci dell'essere i protagonisti della storia. 
I Bennet ne escono diversi, qualcuno migliore, altri meno connotati, Elizabeth, così giusta e luminosa, non appare in realtà consapevole del valore della vita della servitù, se non in un isolato momento di compassione e poco più. "Longbourn house" ha poi una sua trama, autonoma dal romanzo di riferimento, l'arrivo del nuovo valletto, una lunga parte dedicata alla guerra e i rapporti tra Sara e Mrs. Hills la cuoca arcigna e materna. L'illustrazione della società di allora è viva e concreta, la prospettiva avuta finora, quella della famiglia Bennet, di Darcy e dei balli in società si integra con quella di chi non possiede un vestito che non sia vecchio e dismesso da altri, di chi si alza col buio, ha rapporti umani ristretti e con dinamiche assodate difficili da mutare, se non con un evento dirompente. Mentre ai piani superiori si intrecciano amori e si sviscerano caratteri, giù in cucina, tra il porcile e il pollaio, accade qualcosa di altrettanto reale, ma allora trascurato,
Un romanzo che piacerà a chi ama Jane Austen, l'ambientazione storica è ben realizzata e così la diversa atmosfera e prospettiva sociale, Sarah non è romantica e idealista come Elizabeth, ma ha il grande pregio di apparirci più vera e per questo addirittura più moderna. La parola a quei muti personaggi di "Orgoglio e pregiudizio" quelli che anche la perfettissima Jane aveva trascurato, un po' "figli di un Dio minore" quelli che smacchiano la brughiera dai vestiti e non urlano nel vento il loro amore, i silenziosi sui quali si sosteneva la civiltà di allora.

Titolo: Longbourn house.
Autore: Jo Baker.
Traduzione: Giulia Boringhieri
Editore: Einaudi
Anno: 2014
Prezzo: 18.00 €

lunedì 4 maggio 2015

@TwoReaders e Lo Scuru: il programma di lettura.

Dopo la presentazione con l'intervista a Orazio Labbate, ecco oggi l'avvio della lettura del suo  "Lo Scuru". Qui di seguito le regole per questa nuova avventura di @TwoReaders: autore esordiente, editore nuovo per il gruppo e storia a cavallo tra i luoghi e il tempo. Il ritmo sarà un po' meno sostenuto del solito, per darci modo di apprezzare e imparare a conoscere la lingua articolata di questoromanzo.
Buona lettura!

Per partecipare:

  • leggere il libro indicato;
  • seguire il ritmo di lettura giornaliero con indicazione del numero di pagina cui arrivare e dell'ultima frase per i lettori di ebook;
  • nei giorni di lettura ciascun tweetlettore ha a disposizione due tweet di citazione e possibilità di commentare;
  • @TwoReaders retwitterà soltanto alcuni dei tweet ricevuti, siamo diventati moltissimi e rischiamo di bloccare gli account dei nostri fallowers facendo il rt di tutte le citazioni;
  • i tweet di citazione (dal cartaceo) devono riportare la pagina di riferimento;
  • non è consentito allegare fotografie del testo, lo scopo del gruppo è condividere il libro nelle logiche di Twitter e dunque in 140 caratteri;
  • i tweet vanno indirizzati unicamente all'account @TwoReaders, a meno che non siano di  risposta, in questo caso saranno indirizzati al destinatario e a @TwoReaders;
  • gli hashtag per questa lettura è #LoScuru;
  • ai tweet potranno essere allegate immagini attinenti;
  • ciascun lettore è ovviamente l'esclusivo responsabile di ciò che scrive e allega;
  • evitare lo spoiler, lasciamo a tutti il piacere di scoprire;
  • agire nel rispetto dell'opera, dell'autore e dell'editore;
  • @TwoReaders modererà la lettura e si riserva di bloccare account che non operano secondo le regole o contrari allo spirito del gruppo. 

    Ed ecco il programma per leggere e twittare:

    lunedì 4 maggio:
    lettura fino a pagina 23 "corona di spine rugginosa.";

    martedì 5 maggio:
    citazioni e commenti del giorno precedente,
    lettura fino a pagina 37 "sandali sminnati";

    mercoledì 6 maggio:
    citazioni e commenti del giorno precedente,
    lettura fino a pagina 54 "sapore dell'alluminio.";

    giovedì 7 maggio:
    citazioni e commenti del giorno precedente,
    lettura fino a pagina 64 "completamente sacra.";

    venerdì 8 maggio:
    citazioni e commenti del giorno precedente,
    lettura fino a pagina 77 "l'uno dell'altro.";

    sabato 9 maggio:
    citazioni e commenti del giorno precedente,
    lettura fino a pagina 94 "dentro il tabbuto.";

    domenica 10 maggio:
    citazioni e commenti del giorno precedente,
    lettura fino a pagina 108 "chiùvata innaturale".";

    lunedì 11 maggio:
    citazioni e commenti del giorno precedente,
    lettura fino a pagina 119 "grazie a Dio muoio";

    martedì 12 maggio:
    citazioni e commenti del giorno precedente e del libro intero.

    domenica 3 maggio 2015

    Domenica di tè #14: questione di magia!





    "A Stephen, occupato a servire il tè, parve una conversazione del tutto innocua, se non che una o due volte osservò che lo sguardo di Segundus andava da Lady Pole a lui e viceversa, uno sguardo acuto, penetrante, che lo incuriosiva e lo metteva a disagio al tempo stesso."

    Jonathan Strange e il Signor Norrell, Susanna Clarke.


    Libro:
    Titolo: Jonathan Strange e il Signor Norrell
    AutoreSusanna Clarke
    Traduzione: Paola Merla
    Illustrazioni: Portia Rosenberg
    Editore: Longanesi
    Collana: La Gaja scienza
    Anno: 2005
    Prezzo: 22,00 €

    Tè:
    Tipo: miscela con mandorle, cannella, boccioli e petali di rosa, marzapane, aroma di rum.
    Colore: tè nero
    Provenienza: Cina
    Aroma: profumato 
    Negozio: Cose di tè
    (è un tè di Natale, ora sul sito non risulta disponibile, ma la sezione "Fantasie" offre un meraviglioso tè chiamato Regina vittoria che appare perfetto per questa lettura). 


    Tazza: 
    porcellana cinese. 

    Teiera: 


    sabato 2 maggio 2015

    Avvicinarsi a Lo Scuru con Orazio Labbate

    La prossima lettura di @TwoReaders è "Lo Scuru" di Orazio Labbate, pubblicato da Tunué. Per entrare nelle atmosfere della storia e conoscerne un po' meglio l'autore ecco le domande che Il tè tostato ha potuto rivolgergli. Ringrazio molto Orazio per la disponibilità e lo invito a seguire il gruppo, domani saranno pubblicati regole e programma.
    Lo Scuru è il tuo libro di esordio, è anche la prima cosa che hai scritto? Ho letto che c’è stato un momento di dolore nella tua vita che ha scatenato il bisogno di scrivere, fino ad allora non lo sentivi? Prima dello Scuru, ho scritto poesie; e un dialogo mortuario con gli elementi dell'Aldilà: a metà tra la lirica e la prosa. Custodisco altresì due raccolte poetiche inedite ché la poesia fu la mia prima forma di scatenamento dello spirito. Prima della morte di mia nonna il dolore era pertanto solo metafisico, intimo, e furioso. Colla morte materica, e non con l'immagine di essa, la scrittura allora ha preso moto e si è trasformata nella narrazione: in romanzi.

    La scrittura e la pubblicazione che rapporto hanno per te? Perché hai scelto di far arrivare a tutti questa storia?
    Io credo che ogni scrittore abbia come fine ultimo della sua fatica letteraria la pubblicazione dell'opera. Tuttavia l'essere scrittore non dipende dalla pubblicazione; dipende dalla commistione di due elementi importanti: il fuoco, e il metodo. Il primo non è possibile ricrearlo, è lo sconfinamento del proprio io verso altri territori impercettibili che possiedi o non possiedi; il secondo è basato sul sacrificio, e quindi è possibile replicarlo col duro lavoro sul testo. Non c'è stata in me la scelta primordiale di fare arrivare questa storia ai lettori. C'è stata la mia necessità spirituale, il mio bisogno notturno di urlare della solitudine e dell'oscurità. Se questa pura tensione esiste allora il lettore la percepirà.
        
    Come sono nati i contatti col tuo editore e col tuo editor? Alla fine ringrazi, tra gli altri, Vanni Santoni, che genere di confronto avete avuto sulle tue pagine?
    Ho raggiunto Tunué grazie all'intermediazione, prima del mio amico, nonché scrittore, Alcide Pierantozzi, poi tramite il contatto effettivo da parte del mio agente, Cristina Tizian, con Vanni Santoni(editor Tunué). Vanni Santoni è un editor capace di entrare nella materia del manoscritto. Riesce, senza invadere il testo, a evocare la maggiore letterarietà del futuro libro. E' quindi un editor devoto alla letteratura. Lavorare con lui è stato come lavorare con me stesso, e con uno scrittore autentico che lotta senza sosta per quella cosa che ancora può esistere: la  letteratura.
        
    Il libro sembra incardinato sulla terra e sul ricordo, sul percorso di un uomo e sul suo divenire dall’infanzia, eppure il protagonista si muove in discesa, scende verso se stesso, hai sviluppato la storia così come ci appare? All’indietro da oggi ad allora?
    Si. Il mio obiettivo era ricadere nello sprofondamento dello spirito e potevo ottenerlo solo accedendo all'indietro, nel tempo, verso la tenebra del passato di Razziddu.
        
    La lingua che usi per raccontare la storia di Razziddu Buscemi, o meglio che lui usa per raccontare se stesso, è una caratteristica regina del tuo libro, che lingua è? 
    E' una lingua buia che tenta di dilacerare l'elemento materiale delle cose empiriche, territoriali, per lasciare spazio alla nascosta metafisica dello spazio che ci circonda. Il dialetto buterese pertanto si incendia e non lascia tregua a supposti momenti di pacificazione; gli unici attimi sono quelli in cui si inserisce la lingua italiana che funge da pausa, da riposo istantaneo, durante questo impazzamento “scuru”. 
        
    La scelta di non scrivere soltanto in italiano, ma di usare tantissimo il siciliano, è al servizio della storia e dell’atmosfera o è l’espressione del suo autore, la tua?
    E' entrambe le cose. Ma sopra ogni cosa è la mia lingua: la mia necessaria voce. Senza questa Lo Scuru non sarebbe mai esistito.
        
    Leggendo il tuo libro ho pensato che fosse sostenuto dalla necessità di affondare nel buio, fin dall’incipit con la morte dell’amore. Razziddu Buscemi ricorda voci disperate, morti, immagini sconfortanti, paura, e non rifugge quei pensieri ma ci si tuffa. 
    Si. Per esaminare gli atomi del buio Razziddu doveva non uscirvi. Doveva pertanto abbandonarvisi; e nell'abbandono farsi masticare  dalle apparizioni, dallo spiritico, dalla religione cattolica con le sue icone e il suo Cristo dei Puci; dalle strade gotico-texane, dal portico notturno iniziale...
        
    La religione è presente come forma di oscurità; redenzione, luce di Dio e regno dei cieli non arrivano mai se non forse nelle ultime parole. Che Dio è quello di Razziddu Buscemi? 
    E' un Dio silente eppure incombente, che si manifesta tramite segni e incubi. Tramite i posti. Che si manifesta nella malinconia tenebrosa di Razziddu. Che si manifesta nell'allucinazione ancestrale di chi sta per morire.

    Questo libro colpisce perché sembra nasconda la voglia di dire qualcosa che non si esplicita, pare che chieda di leggere tra le righe eppure le tiene strette, pare che sia il racconto di tutt’altro al quale s’è data la forma di un uomo.
    Dei segreti non posso rispondere. Tuttavia oltre la parola stampata c'è sempre un fantasma che l'ha scritta, e che aspira a sprigionarsi dal mondo in cui sta vivendo.

    Il gruppo di lettura @TwoReaders farà un gran lavoro sul tuo libro, ognuno lo leggerà individualmente, ma poi lo condividerà con commenti, citazioni e immagini, ti incuriosisce o ti infastidisce questo scavare tra le tue parole? 
    Magari nessuna delle due.
    Mi incuriosisce, con mia reale attenzione. Anzi, ringrazio il gruppo di lettura per questo lavoro e per il tempo dedicato al mio romanzo.